mercoledì, novembre 17, 2004
Primo report dall'altro mondo
son passati dieci giorni dall'inizio della mia nuova vita. Una settimana piena di lezioni. Possiamo trarre un primo bilancio. Adoro tutti i miei insegnanti. L'organizzazione è un po' una merda.
Il clima in cui siamo stati inseriti è un po' tipo: siete delle merde, non danzerete mai, siete troppo vecchi per danzare (quando lo dicono a un diciottenne io mi nascondo dietro al primo compagno che mi trovo vicino), se volete danzare dovete dimenticare tutto il resto, ecc. ecc. ecc... E tutto ciò è assolutamente magnifico, poichè io mi sento in un episodio di saranno famosi. I muscoli dolgono, le articolazioni cigolano, le anche mi si squartano ogni giorno di più. E ogni giorno di più imparo cose sulla danza. Per esempio, sto imparando che quasi tutto quello che è la danza contemporanea di oggi, la new dance e il teatro-danza, lo dobbiamo a quattro espressionisti pazzi e per di più tedeschi che negli anni dieci del '900 danzavano nudi nelle comuni anarchiche del Monte Verità in Svizzera, componevano dei "soli", cosa inaudita nella danza fino ad allora, e lavoravano un sacco con le braccia, e con le gambe saldamente piantate a terra.
to be continued...
scritto da gsabelli il 20:36 commenti (23) permalink
giovedì, ottobre 21, 2004
Memorie a caso di questi tre giorni (così, perchè se un giorno avessi bisogno di ricordare...)
la spremuta d'arancio al Victor's Bar, perchè la scuola alle 8.30 è ancora chiusa. lo sguardo di ale che mi guarda dalla porta mentre faccio il pliè. la delicatezza della voce di montagna che mi appoggia un dito su una spalla e mi dice: giù questa spalla. l'affondo dell'esercizio della melis che mi procura crampo al quadricipite destro che mi dura fino ad oggi. la voce della melis che mi dice: prova a vedere dove ti porta questo movimento. le rispondo: ci provo. il rumore del mio respiro mentre faccio l'affondo. la voce della melis che dice, piano, si. lo sguardo della ragazza di bologna. l'odore di deodorante del ragazzetto di bari. i suoi pettorali depilati. lo stress, la velocità e gli scontri durante la sequenza della beltrami. io che rimango con le braccia alla seconda con lei dietro di me che vuole passare. lei che mi sposta bruscamente il braccio e passa. la tensione. i sorrisi di alcune delle ragazze. il sorriso del ragazzetto di bari. le sensazioni della notte appena passata. il rilassamento quando mettono la musica del mio pezzo. la perdita dell'equilibrio e il pensiero: è giusto così. la felicità una volta uscito dal colloquio. il video di i'd rather dance with you dei kings of convenience, visto tra una giornata e l'altra dell'audizione.
scritto da gsabelli il 21:28 commenti (5) permalink
M'han preso
E' inutile nasconderlo, ormai: sono stato ammesso alla scuola di teatro-danza della Paolo Grassi. Loro non volevano, i commissari, ma di fronte alle offerte in natura che gli ho fatto non hanno saputo dire di no. Hanno tentennato per i primi venti minuti di colloquio, ma quando dalla borsetta ho tirato fuori un melograno, hanno urlato, in coro, ma lei è Sabelli! E il verdetto è stato unanime: il giorno dopo sul computer della segretaria campeggiava, accanto al mio nome, un ammesso! col punto esclamativo. O quello ce lo devo aver messo io quando l'ho guardata negli occhi mentre me lo diceva.
Insomma finisce così il mio semestre bianco ed è ora che le Camere si sciolgano. Ecco, in realtà debbo confessare che le Camere si sono sciolte due giorni prima della fine del semestre bianco. Le Porte si sono aperte che ancora non me l'aspettavo. Il tempo solo dirà che ne sarà di questa strana storia.
Nel frattempo continuo le mie danze di qua e di là, classiche e contemporanee. La febbre ieri sera mi ha colto improvvisamente mentre ero nel letto, da solo. Ogni cambiamento produce sempre calore, si dice nelle lezioni di fisica. E che bel cambiamento. Forse due in uno. Chissà.
Insomma tra due settimane comincerò a studiare davvero. Ad alzarmi dal letto e ad avere di fronte a me una giornata di danza. Sarò il nonno del gruppo, a quanto pare. Sarò un sorriso.
scritto da gsabelli il 21:09 commenti (16) permalink
domenica, ottobre 10, 2004
Il Peso del Corpo
Una storia autobiografica, raccontata e danzata da Dixie FunLee Shulman, dal titolo The thinnest woman wins (Vince la più magra). Da giovane regina della majorette americane, a grassa reietta dell'Università della Georgia. "Mi sono detta che c'era qualcosa che non andava nel momento in cui ho realizzato che l'audizione per entrare nella squadra delle majorette dell'Università della Georgia consisteva solo nell'essere pesate".
Uno spettacolo pieno di immagini, di testimonianze, di documenti proiettati a video. Un lavoro pieno di sarcasmo e di danza. In scena c'è un corpo decisamente grasso che gioca coi propri limiti. La danza, che spesso è considerata come un superamento dei propri limiti fisici, torna a essere un gioco. Una negoziazione tra ciò che vuoi fare e ciò che vuoi essere.
La mia sensazione era che Dixie avesse a un certo punto della sua vita valicato il confine della normalità. Per il suo mondo, quello della danza, delle majorette, delle donne, il suo corpo non era più adatto a rappresentare, a significare qualcosa di accettabile. Non era più un corpo nella norma. Nella cultura popolare non è frequente vedere corpi grassi. Per la strada, invece, sì. La cultura popolare è colonizzata da silfidi e big jim. Lo spazio in cui ci muoviamo quotidianamente, invece, risulta essere tristemente normale. E' quindi un'operazione tanto importante quanto coraggiosa riconquistare la cultura popolare. La compagnia "Dixie Fun dance Theatre" ci prova e quando alla fine dello spettacolo Dixie esce completamente nuda in scena, dice: "E' importante che torniate a vedere dei corpi normali, non solo a casa vostra, ma anche a teatro". E ci parla della bellezza dei suoi peli pubici, che lei vorrebbe ancora più folti. Parla di quelle donne che si depilano completamente il pube, per la gioia dei loro uomini, che le vogliono magre, depilate e senza fianchi, proprio come dei bambini. "Non ho problemi con questo - dice - ma allora perchè poi tutti se la prendono tanto con Michael Jackson?".
La Compagnia di dance/theatre Dixie Fun Dance, è nata a New York (città dove, secondo una ricerca citata da Dixie, essere magra per una donna significa trasmettere all'uomo la capacità di avere tutto sotto controllo) nel 1999. E' importante per questa compagnia il diretto riferimento con la cultura popolare e la politica, che vnegono studiate ed espresse attraverso il corpo. "Il processo coreografico della compagnia comincia il biblioteca. Di conseguenza, il movimento non è mai fine a se stesso. Al contrario: ogni passo e ogni linea riflette direttamente le idee e l'immaginario specifico generato dalla ricerca".
scritto da gsabelli il 12:30 commenti (24) permalink
venerdì, ottobre 08, 2004

Addio Caprice
Eri una bici fedele. Ora sei sotto il culo di un altro. Tzk!
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martedì, ottobre 05, 2004
La scimia
ovvero: finalmente vedo uno spettacolo di Emma Dante.
Penso alle mie gambe come a due pistoni, mentre pedalo velocemente verso casa. Milano è ormai semi-addormentata e alle undici di sera non ha già più niente da offrire. Torno dallo spettacolo "La scimia", della Compagnia Sud Costa Occidentale, la regia è di Emma Dante.
4 esseri scimmieschi, due perpetue e due preti, sono i protagonisti di questa storia, liberamente ispirata a "Le due zittelle" di Tommaso Landolfi. Girano su un palco semi-vuoto, una chiesa, seguendo ritmi e riti in modo meccanico, parlando un latino pre-conciliare, ingoiando rosari. Le due perpetue slave sono custodi di una scimia, un cercopiteco più umano di loro, che si nasconde sotto l'altare e che si nutre, oltre che delle solite noccioline americane, di ostie consacrate.
La scimia viene colta sul fatto dai quattro e condannata. E' colpevole di aver mangiato le ostie e offeso Dio, è una peccatrice. Forse verrà uccisa, per questo.
La scimia è colpevole? E' soggetta a libero arbitrio? O non è piuttosto un essere che segue la strada indicatale dall'alto? Non è anche lei parte di un disegno più grande, di una Perfezione che noi non possiamo comprendere?
Il peccato esisterebbe se l'uomo non esistesse? Della serie: è nato prima il peccato o il peccatore?
Qui si scontrano correnti filosofiche diverse (nominalismi-costruzionismi vs. essenzialismi). E lasciamo perdere. Fatto sta che uno dei due preti, quello spinoziano panteista, decide di spretarsi. Il dogma gli va stretto, e pure il colletto.
La scenografia è semplice: 4 sedie, un tavolo-altare con ciborio, calice, ecc. ecc., un telo bianco come fondale, un grande crocefisso dondolante appeso al graticcio. A questo crocefisso si attaccherà la scimia al termine dello spettacolo.
Cristo è una scimia? Difficile rispondere di no.
Bravi gli attori (di cui uno recentemente visto in "Le conseguenze dell'amore", nel ruolo del giovane killer secco e occhialuto). Bravissime le attrici-perpetue. Grandiosa la scimia, di cui devo assolutamente imparare il passo.
La Compagnia Sud Costa Occidentale, nata nel 1999, ha vinto un premio Scenario (2001), e due premi Ubu, uno di seguito all'altro (2002 e 2003), come miglior compagnia emergente. Ora che è emersa spero non vinca pure il prossimo. Largo ad altri, più giovani e più emergenti.
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lunedì, ottobre 04, 2004
Sognando Udizioni
In attesa dell'audizione, il mio inconscio si sta sbizzarrendo in fantastiche ipotesi di come potrebbe andare la mia vita nel prossimo futuro. Mondi possibili si dispiegano nella fase REM.
Mondo possibile #1: Decido di partecipare all'audizione degli attori. Così, per vedere come funziona un'audizione. Allora mi reco alla scuola nel bel mezzo della notte. Citofono e mi apre una ragazza in camicia da notte. Le dico che desidero sostenere l'audizione degli attori e lei mi fa danzare. Alla fine io sono tutto contento perchè mi dico "cazzo, se è così facile". Allora lei mi chiede di recitare il monologo. Le rispondo che io son lì in incognito, che in realtà volevo solo provare com'era un'audizione e che non ho voglia di recitare il monologo, tanto poi a danza non me lo faranno recitare. Allora lei si incazza e mi obbliga a imparare a memoria un foglietto dattiloscritto.
Mondo possibile #2: Faccio l'audizione e va tutto bene (il mio inconscio è stato molto banale in questa versione)
Mondo possibile #3: La Compagnia Bertoni-Abbondanza mi telefona due giorni prima dell'audizione per chiedermi di entrare in compagnia. Imbarazzo.
scritto da gsabelli il 19:46 commenti (9) permalink
martedì, settembre 28, 2004
Reciprocità
Oggi ho firmato per i referendum sulla procreazione assistita. Un po' come quelle famigliole etero che partecipano al gay pride.
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giovedì, settembre 23, 2004
Maggio
L'altra sera ho visto Maggio, l'ultimo spettacolo della Corte Sconta. Devo dire che non mi è piaciuto granchè. Era strutturato per quadri, uniti da un vago tema amoroso-sofferente-sognatore-romanzesco. Tre o quattro di questi quadri mi sono sembrati costruiti proprio bene, la danza era pulita, espressiva, riuscivo a capire cosa mi stava trasmettendo. Tutti gli altri... boh. Sembravano esercizi di stile, virtuosismi tecnici vuoti di senso, con scenografie grandi e pompose, grandi veli che facevano tutto loro, e con poca danza.
Le coreografie sono della panterona Laura Balis, che emerge al termine, per gli applausi. La sensazione è di avere di fronte una burattinaia arrogante.
scritto da gsabelli il 12:18 commenti (9) permalink
mercoledì, settembre 15, 2004
La mia prima sbarra a terra
La mia prima lezione di sbarra a terra è stata un disastro. Il mio corpo, abituato ad essere rispettato dai pliès in parallelo della danza contemporanea, viene violentato con delle posizioni incredibilmente dolorose e faticose, tenute contro il pavimento, a pancia in su, a pancia in giù, seduto, con le braccia in seconda per circa mezz'ora, che ad un certo punto mi iniziano a tremare dalla fatica. L'insegnante - notevole, n.d.r.o. - crea esercizi apposta per me, l'handicappato del gruppo. Mentre tutti fanno la spaccata io faccio un banalissimo stiramento in ginocchio. Mi chiedo - ce la farò ad arrivare al termine della lezione? Ce la farò a fare sbarra a terra tutti i santi cazzosissimi giorni? E quando lui dice: "Il nostro corpo è un fascista perchè ci fa tenere delle pose che non dovremmo tenere. Noi siamo dei partigiani", io mentalmente rispondo: "Sei tu il fascista, dualista del cazzo! Partigiana tua sorella!". Poi al termine della lezione, quatto quatto, mi avvicino e gli chiedo: "Posso tornare?".
scritto da gsabelli il 13:33 commenti (26) permalink
martedì, settembre 14, 2004
Milano che hai, stai poco bene?
Uno torna da Berlino, già sul piede di guerra. “Insomma, in questa città non c’è mai un cazzo, alla sera ti trovi a casa e non sai dove andare, sempre la stessa roba, che palle.” E invece sono tornato da Berlino e mi sono ritrovato in una città con: un festival di teatro-danza, un festival del cinema, una bellissima mostra en plain air di Yann Arthus Bertrand, due festival incipienti di teatro, la rassegna dei film di Venezia, c’è qualcos’altro?
Il festival Uovo
Alla sua seconda edizione, ha presentato lavori di coreografi-danzatori provenienti da Francia, Giappone, Italia, Belgio, Svizzera, Germania, Svezia.
Blanche-Neige, di Catherine Bay
3 donne vestite da biancaneve siedono su tre poltrone. Ai loro piedi oggetti vari (una bottiglia d’acqua, un pacchetto di sigarette, una lattina di birra, limoni…). Inizialmente si muovono a scatti, come automi. Non c’è relazione tra loro, se non una relazione di sguardi vuoti. Tra loro e il pubblico una vetrata. Poi cominciano a inciampare nei loro movimenti, a concentrarsi su azioni e reazioni, a utilizzare gli oggetti, dapprima in modo meccanico, poi via via più consapevole. Con lo sguardo ogni tanto tornano sul pubblico, e a volte è uno sguardo interrogativo, a volte ironico. Iniziano a muoversi nello spazio, compiendo semplici azioni. A un certo punto una si spiaccica sulla vetrata, in un tentativo di andarsene, e le altre escono da una porta sul retro. Quella spiaccicata si alza e le segue. Fine. Un lavoro che non ho capito e che mi è sembrato molto lungo e molto noioso, tutto sommato.
Societas Raffaello Sanzio
Quindici minuti. Odio quando in teatro vengono utilizzati polmoni, fegati e organi di animali. Peccato perché fino all’esposizione dell’organo il lavoro era molto piacevole. Ma probabilmente è la spiacevolezza ciò che ricercano.
While going to a condition, di Hiroaki Umeda
Un uomo giapponese è in mezzo alla scena, fermo. Su un telo bianco sullo sfondo vengono proiettate righe e riquadri bianchi, che costituiscono le luci di scena. Pian piano il suo corpo si sveglia e fa cose pazzesche. Molto bravo lui. L’ho rivisto il giorno dopo seduto di fronte al teatro a guardare il nulla. Mi hanno confermato che va in giro per la città concentrandosi di punto in bianco su particolari minimi. E’ lo stesso anche nella sua danza, che procede a volte con minuscoli scatti, a volte in modo molto dolce e ampio. E’ tutto collegato.
Do you believe in gravity? Do you trust the pilot?, di Thomas Hauert
Bellissimo. Un lavoro sullo spazio, sui confini, sulla possibilità di vivere le esperienze. “Noi ci definiamo molto poco attraverso le sensazioni che ci danno le nostre esperienze. E’ molto più importante invece lo sguardo altrui, lo sguardo che proviene da fuori”.
J’aime, di Alice Chauchat e Anne Juren
Mezz’ora di musica tecno sparata nelle orecchie. Due cubiste ammaliano e sfidano il pubblico. Un lavoro incentrato sulla malizia dello sguardo, sulla possessività dello sguardo dello spettatore, sulla complicità dello sguardo delle danzatrici. Se fosse durato meno, mi sarei annoiato. Invece sono riuscito a entrare in uno stato di trans e di visione sfocata che, nella sfocatezza, mi ha fatto avere chiare visioni.
scritto da gsabelli il 18:37 commenti (4) permalink
martedì, settembre 07, 2004
Lo so lo so, tutto in famiglia, qui è tutto un magna magna, eccetera eccetera, però questa intervista del mi' babbo la segnalo volentieri. Si tratta di un'intervista a Gianni Vattimo, e ve la segnalo semplicemente perchè Gianni Vattimo, io, l'ho votato, alle recenti elezioni europee. Purtroppo però è stato trombato.
Due brevi stralci.
D: Essere gay ti ha danneggiato nella vita? R: No, anzi, mi ha favorito. Nell’estate del 1976 si seppe che ero omosessuale. Nell’autunno la facoltà di Lettere mi elesse preside.
e ancora
«Mi viene voglia di andare con una donna quando penso che appartengo alla stessa schiera di Cecchi Paone. Molti intelligenti sono gay, ma non tutti i gay sono intelligenti».
L'intervista la trovate cliccando qua.
scritto da gsabelli il 12:43 commenti (19) permalink
giovedì, settembre 02, 2004
Marcuàn guarda irma, che guarda l’uomo nero, che guarda fiottolino. Si trovano di fronte alla sede milanese di un noto circolo politico omosessuale, dove sta per avere inizio la proiezione di lilies, film drammatico canadese che si svolge negli anni ’50, una storia di carcere e di religione. Nella sala dove verrà proiettato il film entrano due ragazzi, molto giovani e decisamente obesi. Marcuàn guarda irma, che guarda l’uomo nero, che guarda fiottolino. Marcuàn arriccia il naso: “ho letto qualcosa di questo film… - arriccia ancora di più il naso – è una storia un po’ triste… - insomma, un po’ così, di un certo tipo…” Fiottolino: “marcuàn, sei tu il kritiko del gruppo”. Irma: “Certo… però eravamo qui per vedere il film, non per…”. Uomo nero: “Tra un’ora e mezza inizia Fahrenheit 9/11, se ci sbrighiamo facciamo ancora in tempo [ndr: il cinema in cui proiettano il film di Moore è dietro l’angolo]”. Fiottolino: “Ma ho appena salutato quell’obeso che mi ha detto ciao…”. Marcuàn rincara la dose: “Ho saputo che non è neanche in pellicola, si tratta di un vile vhs…”. "VHS???" gracchiano in coro le kretine... questa è la goccia che fa traboccare il vaso, le 4 sono già sulla strada del cinema, comprano il biglietto e si recano a sbronzarsi in un qualsiasi pub milanese.
Il film, Fahrenheit 9/11, è incredibilmente interessante. Irma piange un po’, in diversi momenti del film, e prova una sensazione di angoscia, come di aver tacitamente contribuito a che tutto ciò che viene descritto nel film succedesse. E’ consapevole che non ballerà più Britney Spears (no, neanche Toxic), con la stessa verve di prima, dopo averla udita dire, a proposito della guerra in Iraq: “Io sostengo il mio presidente”. E’ contenta che sia stato girato un film così ben documentato, che questo film abbia vinto un premio importante, che stasera la sala sia piena zeppa di persone e che alla fine ci sia pure un applauso. E’ contenta che migliaia di persone, sé compresa, abbiano visto una madre americana, prima accanita sostenitrice dei Marines, andare di fronte alla Casa Bianca e piangere, perché suo figlio è morto in Iraq. E’ rattristata dall’aver visto una donna irakena invocare la punizione divina contro coloro che hanno ucciso i suoi parenti, che vivevano nella casa accanto alla sua, e un giovane soldato americano non capire il perché gli irakeni odino tanto i soldati americani. Ed è molto triste che il mondo si sorregga sul potere di un uomo solo, un uomo stupido e ignorante e che, nonostante questo, può fare il bello e il cattivo tempo. Pensa alla Repubblica di Platone e al re filosofo, pensa agli ariani di Nietzsche e al loro essere bravi, belli, coraggiosi e scevri dalla falsa morale. Pensa a tutto questo e, tra una lacrima e l’altra, intravede al cinema il presidente del circolo omosessuale da cui sono fuggiti, e si sente sollevata dal peso di aver abbandonato in ambasce gli organizzatori del cineforum (“se non ci va neanche il presidente…” – pensa irma).
scritto da gsabelli il 01:56 commenti (15) permalink
lunedì, agosto 30, 2004
Sabato notte ero qui...
( Della Gay Hane parla anche il sito del Parlamento tedesco.)
Si raccolgono sottoscrizioni per un trasferimento di massa a Berlino...
Rivolgersi qui.
Ho conosciuto Lupo e Ale. Grazie a loro ho visto e saputo cose di Berlino che altrimenti non avrei mai visto nè saputo.
scritto da gsabelli il 16:15 commenti (5) permalink
martedì, agosto 24, 2004
Di ritorno dalla Romania
Questo è stato, più o meno, il tragitto. Forse seguirà una mappa più grande.

Il viaggio è stato molto bello, faticoso, emozionante. Siamo passati per valli verdi piene di covoni, per regioni dove si va in giro ancora con carri trainati da cavalli, si mietono i campi con la falce e si raccoglie il fieno con forconi e rastrelli tutti di legno, dove ragazze, signore e donne anziane filano la lana per strada e dove le vecchiette szekely raccontano le loro tradizioni ai bambini, affinchè non vada tutto perduto. Siamo passati accanto a gigantesche industrie dismesse, per chiese fortificate e antichi monasteri dipinti. Percorrendo in tutto circa 3000 km. Abbiamo mangiato come dei maiali all'ingrasso, ma anche camminato per ore in cerca di una caverna di ghiaccio, che poi ci ha deluso.
Abbiamo visto una Romania povera che si sta risollevando dopo 50 anni di dittatura, con un'umiltà impressionante e con grande dignità, dignità che si può leggere negli occhi di quelli che rimangono lì, e che negli occhi di chi emigra è più difficile trovare. Una Romania piena di sole, dove convivono popolazioni sassoni, rom, ungheresi, szekely e romene, e dove vengono praticate normalmente 5 confessioni religiose: romena-ortodossa, greco-cattolica, cattolica romana, protestante, unitariana.
Mi ha sopportato in queste scoperte un valoroso compagno di viaggio (anche lui, devo dire, è stato un po' una scoperta), che spero non mi abbandoni qua!
E ora via! Verso nuovi orizzonti. Domani: Berlino, a fare la kretina.
scritto da gsabelli il 20:24 commenti (4) permalink
lunedì, luglio 26, 2004
Devo dire una cosa. Mi sento vuoto e leggero come una lattina di birra DAB Dortmunder vuota. Conoscere persone che ti stuzzicano la mente e tutto il resto, persone un po' confuse e molto lontane da te, che ti parlano in modo chiaro nonostante la loro difficoltà a mettere a posto alcune cose importanti della loro vita. Questo mi fa sentire vuoto e leggero come la lattina di cui sopra. Sono felice di essere solo e di potermi permettere di incontrare persone così. Sono felice di non avere una persona sola cui pensare, di potermi muovere con leggerezza tra sguardi e braccia diverse. E' un momento di scoperta. Mi sembra di essere frocio solo da ieri. Una lattina di birra vuota e omosessuale. Tutta rosa e un po' accartocciata. Ecco quello che sono in questo periodo. L'ho detto.
scritto da gsabelli il 22:08 commenti (9) permalink
lunedì, luglio 19, 2004
Ma ieri sera COSA è successo??
Vorrei dire solo questo: grazie ragazze di aver limonato con me.
Saluti particolari a: Giacomo, Gerardo, Massimo, Marco, Vincenzo, Davide, Giorgio, Luca, e a tutti gli altri che si sono fatti conoscere.
Se ci fosse stato COLIN????
scritto da gsabelli il 21:20 commenti (11) permalink
mercoledì, luglio 14, 2004
Poco più di un anno fa seguivo un seminario di danza con Jeremy Nelson. Ora ne seguo un altro. Lui nel frattempo ha fatto tante cose e tanti hanno parlato di lui. La sua ex-compagnia è in questi giorni a Bolzano Danza.
Nel Luglio del 2003 uscivo dalle sue lezioni come stregato. E' lo stesso quest'anno. Lui è stato uno degli uomini che mi ha fatto innamorare della danza. Uno di quei folletti molleggiati e carichi di energ ia che è raro trovare in giro. Uno di quelli che mi ha permesso di avere chiaro in testa cosa volevo fare nella vita.
scritto da gsabelli il 00:18 commenti (9) permalink
mercoledì, luglio 07, 2004
In Romagnia ci sono gli uomini famosi
Leggo sulla guida del mio amico, che è bene che dica che è sua perchè l'altro giorno mi è arrivata una mail in cui mi ha scritto "La guida te l'ho solo prestata, poi me la ridai", che in Romagna ci sono gli uomini famosi.
Ci sono Cioran Emil, Wiesel Elie, Celan Paul, Eliade Mircea, Tzara Tristan, Ionesco Eugène. Ecco, io lo sapevo che erano romagnoli, ma non li avevo mai letti così tutti uno in fila all'altro e debbo dire che fa proprio l'effetto che la Romagnia sia una terra piena di uomini intelligenti.
Debbo anche dire che Ionesco è l'unico che ho letto, di tutti questi qua, anche se una volta ho tentato di leggere il Manifesto Dada, o qualcosa del genere, in cui ha scritto anche Tzara, ma non ce l'ho fatta. Insomma di Ionesco ho visto "Le sedie" quando ero ad Heidelberg, che quindi si chiamava "die Stuhle". Mi ricordo che mi era piaciuto un casino, tanto che poi ero corso in libreria a comprarmi il testo, per i tipi delle bellissime ed economicissime edizioni Suhrkamp, e lo avevo infilato nella tasca laterale della portiera della macchina. Nell'altra tasca tenevo "Der Ursprung des Kunstwerkes", di Heidegger (L'origine dell'opera d'arte). Erano letture cui mi dedicavo dal benzinaio o in coda in macchina. Questi due libretti li ho buttati un anno fa, quando ho cambiato macchina: erano ormai degli stracci, stretti com'erano tra le cartine geografiche e le istruzioni per un corretto uso dell'autovettura.
Ora che vado in Romagna mi leggerò un po' di cose degli altri signori lassù. Qualcuno ha consigli?
scritto da gsabelli il 23:04 commenti (6) permalink
domenica, luglio 04, 2004
Queer folk goes on holidays
ovvero - come si crea dal niente una vacanza quiiiiiiar
Allora, il mio amico con cui vado in vacanza un giorno mi fa: "Andiamo in Romagna a trovare quella trans della Silvana". E io gli faccio: "Ma come, e il trekking di tre settimane dal Venezuela alla Cina?". "Quello non posso più - risponde lui - perchè mi hanno modificato le ferie e ho solo due settimane". Allora io gli dico:"Ok va bene così, andiamo a cercare la Silvana". Perchè non è mica facile, di lei si hanno solo delle tracce di qua e di là.
E poi è successo che il mio amico mi ha regalato la guida della Romagna, che deve esserci stato un refuso nel titolo perchè lì è scritto Romania. Vabbè. "Ecco - mi ha detto - leggi, io non ho tempo". Lui nel frattempo ha comprato i biglietti per l'aereo, perchè dice che coll'espresso delle 21.00, che è quello che volevo prendere io, si arriva che è notte fonda e tocca dormire in stazione. Invece così coll'aereo delle 21.00 da Venezia si arriva alle 23.00 e tocca dormire in aereoporto, ma è comunque più chic.
Insomma allora ho cominciato a leggere la guida, e ho scoperto che la Romagna è una terra molto grande e verde, abitata dai romagnoli. I romagnoli devono essere persone semplici e dirette, chè infatti si dividono in due tipi di gente diversa, a seconda dello strumento preferito: i Rom, che suonano il violino, che sono un po' marroni in faccia e vivono qua e là; e gli Agnòli che invece preferiscono il flauto e la zampogna (ebbene si la zampogna c'è veramente dappertutto cari miei), che sono bianchi in faccia e neri nei capelli, e devono essere l'equivalente degli WASP. Credo che mi troverò bene con i romagnoli.
Ora sto ancora studiando, quindi non posso darvi troppe notizie, però adesso so che nella città dove arriviamo, Timisoara, la Silvana ha montato su un casino mica da ridere, nel 1989, contro uno che comandava e che era un po' despota e che la trattava male. 
Pare che gli abitanti di Timosoara ancora se la ricordano, quella pazza della Silvana, infuriata e rossa in faccia. Deve essere stata un po' la Stonewall locale. Così pare.
Ad ogni modo, e a scanso di equivoci, qualcuno vorrebbe che io inserissi questa vacanza nel pacchetto ormai richiestissimo "Sabelli-summer", ma a questa richiesta io devo dire no. Mi spiace ragazzi, siete arrivati in grande ritardo. Quest'inverno però vi organizzo qualcosa di meraviglioso.
scritto da gsabelli il 19:15 commenti (14) permalink |