lunedì, marzo 31, 2003

Gabbia, mattina, secondo anno
Ilo',
so' la mamma! Come stai Ilo'? Ti trattano bene? Fai la cacca 8 volte al giorno? Non mangiare quella di tuo marito chè sennò ti vengono i vermi, sai? Mi raccomando pulisciti il becco dopo mangiato e pensa tanto alla tua mamma. Qui la gabbia è gigantesca senza voi due. Certo, si sta benone, poi io e papà ci s'ha la nostra praivassi, finalmente... Mi raccomando, tu non ti concedere ancora a Jeff, sei una signorina per bene. Capito??? Aspetta ancora qualche giorno...
Scrivimi Ilo', la mamma ti pensa tanto, e fa' la brava!
Mamma Ramona 
scritto da gsabelli il 09:45 commenti permalink
domenica, marzo 30, 2003
Ecco, se ne sono andati.
Jeff e Ilona hanno lasciato la casa materna e si sono trasferiti. Ci mancano già. Ma ogni tanto ci verranno a trovare, ce l'hanno promesso. Hanno pure deciso di cambiare nome: Mario e Franca. Che nomi banali...
Speriamo che nella nuova casa siano trattati bene... certo... i manicaretti che gli preparavamo noi nessuno sarà in grado di preparali... neanche la loro nuova mamma adottiva. Panico e ovetto, fogliette di cicoria, spicchi di mela. Vabbè... fate tanti figli!
scritto da gsabelli il 19:54 commenti (4) permalink
martedì, marzo 25, 2003
"perchè chiami kuffar la Gente del Libro?", chiesi a alhamdulillah. Kuffar significa miscredente e la Gente del Libro sono i cristiani e gli ebrei.
Lei mi ha risposto, e io la ringrazio:
Bismillahi Rahmani Rahim Sicuramente – stagfirullah – che Allah ci perdoni - ci sono kuffar anche tra coloro che si definiscono musulmani. Normalmente, quando parlo di miscredenza non mi riferisco quasi mai alla religione, ma al comportamento. D’altra parte nessuno di noi può sapere qual è il rapporto che l’altro ha con il Rashid – subhanawatahara. Il problema è che esiste una notevole differenza tra quello che diceva, per esempio, Gesù, pace a lui, e quello che dicono oggi coloro che si definiscono suoi seguaci. Non dobbiamo dimenticare che il cattolicesimo è una convenzione stabilita a tavolino da un gruppetto di burocrati, preoccupati di riunire in un’unica religione di Stato le svariate forme di monoteismo e di politeismo esistenti in giro per l’impero. Oggi questa stessa operazione la chiamano “liberazione”. Hanno liberato l’Afganistan e ora stanno liberando l’Iraq. Sono stati liberati i bimbi afgani. Si vede. Ora portano i jeans e mangiano i pop corn. Quelle poche volte che mangiano. Sono musulmani, loro. Ma pregano l’alpino italiano di regalargli i rayban, una malboro, l’accendino – che Allah ti benedica – stagfirullah. Almeno Costantino fu meno cruento e sanguinario del nostro valoroso imperatore Bush. Alla faccia della civilizzazione. La guerra, l’imperatore romano, la fece di fantasia. Un bel giorno s’inventò i santi, il natale e il ferragosto. I santi sostituivano le deità molteplici. Il natale dava un’ulteriore matrice politeistica al rivoluzionario monoteismo stabilendo un rapporto tra il compleanno di Gesù e quello del dio Sole e conferendo al profeta di Nazareth una notevole familiarità con gli eroi mitici di tradizione greco-romana, che erano puntualmente figli di un dio e di una mortale o viceversa. Il ferragosto e tutte le altre feste ristabilivano le festività pagane in onore di Marte, di Diana, di Vesta, di Minerva, di Giunone, di Venere, di Bacco, di Mercurio, di Lari, Penati e pentiti. La carica eversiva del personaggio Gesù, il profeta Isa, ali salam, veniva in questo modo azzerata, perché chiunque poteva abbracciare il cristianesimo, pur continuando a fare la solita vita. Ricordo che il cristianesimo, come l’islam, sostiene la povertà e l’umiltà, la rinuncia consapevole e sentita delle cose mondane – nel senso che se uno rinuncia, però poi sta male, allora non vale! – la preghiera obbligatoria, un certo regime alimentare, digiuni frequenti… Gesù le faceva queste cose, come Mohammed, sallahi Allah ahili wa sallam – Sono moltissime oggi le persone che ritengono che tutto questo non sia importante. Che si possa essere ottimi religiosi anche senza pregare, senza digiunare e senza preoccuparsi più di tanto di regolarizzare i propri rapporti sentimentali. La maggior parte degli ebrei. Quasi tutti i cattolici. Molti cristiani di altre confessioni e alcuni musulmani. E’ logico che ognuno deve fare secondo le proprie capacità e secondo il proprio grado di fede, che non è un fattore genetico o endemico, ma una grazia che si ottiene solo sforzandosi di ottenerla. Il kafir è colui che cerca in tutti i modi di distogliere il devoto dalle sue pratiche quotidiane, dal suo impegno, dal suo sforzo. Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Gesù, Mohammed – pace su tutti loro – non vivevano mica come viviamo noi oggi! Tutti loro erano musulmani. Non tutti coloro che dicono di seguirli lo sono. E Allah ne sa di più.
Sono fondamentalmente d'accordo con alhamdulillah. C'è una particolarità di cui però lei (o tu- se stai leggendo) non parla. C'è una verità che non dici. Così come il cristianesimo è andato incontro a processi di secolarizzazione orribili quanto necessari per la sua sopravvivenza (quello che tu chiami giustamente la differenza tra quello che diceva Gesù e quello che dicono i suoi seguaci ora), allo stesso modo l'Islam si è piegato sotto il peso delle tradizioni persiane, delle tradizioni di quelle élite che, due secoli dopo la morte di Mohamed, costituirono le classi alte della burocrazia abbaside. Migliaia di donne, tra mogli e concubine, assoggetate a pochi uomini, ridotte al silenzio. La scomparsa della donna dallo spazio pubblico, si potrebbe ben dire. E questo il Profeta Mohamed è sempre stato ben lungi dal indicarlo come uno dei precetti da seguire, tant'è che le sue mogli, le Madri dell'Islam, furono sempre donne ascoltate e seguite dalla società musulmana ai tempi di Maometto, sopra tutte 'Aisha. Ma ben presto l'Islam, l'unica religione realmente ugualitaria, si dimenticò di questo e della Sura 33, in cui viene formulata, a chiare lettere, l'uguaglianza morale e spirituale fra uomini e donne: Ecco: i dati a Dio e le date a Dio, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, quelli e quelle che vivono in lealtà, i pazienti e le pazienti, quelli e quelle che hanno il timor di Dio, i benefattori e le benefattrici dell'umanità con l'elemosina, quelli e quelle che digiunano, quelli e quelle che spesso e volentieri invocano il nome di Dio: ecco, per quelli il cui Dio ha preparato il perdono e il premio che non conosce limiti. Peccato!
Così come il Cristianesimo ha il suo panteon di santi, l'Islam ha i suoi martiri (vd. i martiri sciiti) e i suoi santi Sufi, le cui tombe, i Marabutti, vengono venerate in lungo e in largo nei mondi dell'Islam, esprimendo una tendenza importante e molto sentita dell'Islam popolare.
Queste sono le uniche cose che mi sento di aggiungere a quanto scritto da alhamdulillah. Grazie ancora alhamdulillah per la tua risposta e spero che quello che ho aggiunto qui non ti dispiaccia...
scritto da gsabelli il 18:01 commenti (10) permalink
lunedì, marzo 24, 2003
se non la piantiamo co 'sti veli mi trasformo e vengo a prendervi, atenti voi.....
scritto da gsabelli il 10:31 commenti (1) permalink
domenica, marzo 23, 2003
Acquisti dal vivaio di ieri:
+ Piantina di lavanda - tiene lontante le zanzare
+ n° 2 piantine grasse - molto particolari, oh yes!
+ n° 2 vasetti colorati - uno verde per me e uno giallo per senza limiti
+ sacchi di terra - strano ma vero, la terra si compra in sacchi
+ concime liquido - naturalmente biologgggico
+ vasetti lunghi e stretti - per le mie coltivazioni
+ semi di: lavanda (ancora?) - viola mammola - basilico violetto (che sapore ha?) - tappeto fiorito (non so che è ma la foto è molto invitante...) - margheritona bianca perenne (che piace molto a senza limiti)
+ gomitolone di rafia
... e ora in terrazzo!
scritto da gsabelli il 11:16 commenti (5) permalink
Bocca della verità
Mi ricordo quando da bambino, per strada, in treno, all'aeroporto, nei negozi, indicavo le suore, chiedendo a mia madre: chi è quella? perchè si veste così? Oppure quando c'era un bambino handicappato: Che cos'ha quel bambino? Perchè cammina così? Naturalmente indice puntato contro. Silenzio gelido e strattonata. Poi, da soli in disparte: "non si indica la gente, è maleducazione!". Ok, prima lezione di vita. Indicare = maleducazione. Poi una sera mi misi del profumo al sandalo, forse relitto degli anni'70 (da bambino ero contraddittorio, mi facevo la barba col rasoio senza lametta insieme a mio padre e poi lui usciva e mi profumavo con mia madre). Ero piccolo piccolo, e i miei mi dissero che profumavo come una baldracca. A me questa parola faceva ridere. Baldracca = uno che profuma tanto. La sera stessa scesi in sala, dove c'era una cena con dei colleghi mio padre: "Sentite, profumo come una baldracca...". Silenzio... Forse è da lì che ho iniziato a nascondermi sotto il tavolo ogni volta che c'era una cena in casa. Seconda lezione di vita. Baldracca = uno che profuma tanto ma non si può dire con gli amici di papà. Ora, 26 anni suonati, mi posso permettere di indicare le suore e anche di dir loro "baldracca", se voglio, e se profumano tanto. Ma qualcosa mi trattiene. Proprio con le suore. Indico tutti tranne le suore.
Lezione di ieri
In manifestazione, corteo per la pace (anzi, contro la guerra), c'erano tanti genitori con rispettivi bambini. Per fortuna niente suore. Questi genitori di oggi hanno la tendenza a insegnare gli slogan ai loro pargoli di due anni. E' ovvio che i pargoli fanno quel cazzo che gli pare con gli slogan. Io ho imparato a destrutturare gli slogan, a prenderne solo la musica e a cambiarne le parole: "Se non cambierà, lotta dura sarà" diventa "Se non mangerà, vaffanculo Carrà". Almeno in manifestazione mi diverto. I miei non mi hanno mai insegnato gli slogan da manifestazione, ma solo canzoni di Tenco e De Andrè. Mentre i bambini di oggi imparano gli slogan. Solo che, ripeto, li imparano come viene loro più facile.
Slogan sentito ieri da bimbo di due-tre anni massimo: "La pace finirà, e la guerra trionferà!". Niente di più vero... Solo che gli sono arrivate le bacchettate da mammà e papà, rossi di vergogna di fronte ai loro colleghi genitori. Loro infatti gli avevano insegnato il contrario. Ma il contrario non è la verità e i bambini, queste cose, le capiscono. C'è qualche pedagogo-psicologo sociale che studia quanto conta nell'educazione dei bambini la vergogna di un genitore di fronte agli altri genitori?
scritto da gsabelli il 11:12 commenti (1) permalink
sabato, marzo 22, 2003
Devo ammetterlo, la querelle con Alessandro mi ha internettianamente spossato. Da un paio di giorni non ho più voglia di scrivere niente. Se non aggiornare qualcosa qua e là. E poi i missili su Baghdad, la faccia di Bush, i cortei per la pace, le giornaliste che si fanno vedere col foulard in testa, la tipa che, tornata dal corteo pacifista di Milano, tira un calcio al muro di dedalo e ci fa un buco grosso così, il monitor del pc che si rompe. Cose che non c'entrano niente l'una con l'altra, se non i missili e la faccia di Bush. Se non i cortei per la pace e le giornaliste velate (parimenti ipocriti). Il calcio e il muro e la guerra e la pace. E Alessandro dove è finito? Aveva fretta, l'ultima volta. Indizio di coda di paglia? Ad ogni modo ringrazio tanto chi mi ha scritto in proposito, e il mi' babbo per i chiarimenti telefonici. E anche quell'Angelo di Max, che ieri sera deve essere venuto in ufficio, ha toccato qualcosa e, come magicamente, il monitor è tornato a sorridermi. Inizio di un un buon giorno. E oggi lavorerò un po' in terrazzo. Scappucciare le piante, i papiri, il mandarino cinese. Potare le rose. Aggiungere terra al rincospermo. E poi vediamo.
scritto da gsabelli il 10:51 commenti (4) permalink
giovedì, marzo 20, 2003
Indizio: 1. Segno, traccia, per mezzo del quale è possibile ricostruire qualcosa di già accaduto o prevederne uno con fondatezza: SIN. Sintomo. 2. Fatto certo da cui il giudice del processo penale può argomentare la prova della sussistenza o meno di altro fatto rilevante per l'accertamento della verità. Wow! Che parola seria... Indiziato: Chi, nella fase processuale della preistruzione, è sospettato della commissione di un reato. Signor giudice, sia clementeeee!!!
scritto da gsabelli il 12:23 commenti (5) permalink
mercoledì, marzo 19, 2003
La tua risposta mi dà la sensazione che avresti voglia di rimproverarmi, di accusarmi di essere un po' retrivo e benpensante. Poi ti fermi, pensi che non sia il caso, non sei convinto che io sia il bersaglio giusto e soprattutto vedi che in realtà non ho detto nulla che potrebbe giustificare una simile reazione. Non ti arrabbiare, però io credo che non sia affatto vero che tu non voglia dire a nessuno di essere omosessuale, non mi sembra vero che non ti interessi più. Tant'è che lo dici, e ora so anche il nome del tuo compagno. Ho sbagliato su tutta la linea? Pensaci, e soprattutto, non prendertela, anche se sono stato un po' arrogante. Non ci conosciamo, forse ho violato un po' di norme di buona creanza, però non penso di aver fatto troppo danno e in fondo ho detto ciò che pensavo. Quanti anni hai? Alessandro. Per Alessandro: quello che mi ha irritato, e molto, nei tuoi commenti è stato l'uso di certi termini, come "cercando velatamente di farci intendere che..", "spargere indizi". Ha il sapore di psicanalisi vecchio stampo, di Italia anni '70, di Pasolini con tutte le sue marchette. Ad ogni modo, così come "tizio eterosessuale" non ha aperto il suo blog per far sapere al mondo di essere eterosessuale, così io giovanni omosessuale non l'ho aperto per far sapere al mondo di essere omosessuale. E, per favore, non interpretare quello che ho appena scritto come un mio ennesimo sottile tentativo di seminare indizi, perchè non è così, fidati (coming out classe '97). Ti ripeto, il fatto che io lo sia non viene celato in alcun modo nel mio blog, e non potrebbe essere altrimenti, visto come sono fatto. Allo stesso tempo, non ne faccio un manifesto. Non credo che un manifesto omosessuale internettiano possa interessare più nessuno. Neanche i moderni abitanti di Gela... figurati il mio misero blog. Hai visto quel film in cui Jack Nicholson fa il vicino di casa burbero di un artista omosessuale, si intitola Qualcosa è cambiato (Oscar come miglior attore al mitico Jack)? In una scena si trova a dover presentare questo vicino ad una donna: "Lisa, Michael la checca; Michael la checca, lei è Lisa" (o qualcosa del genere). Questa scena mi ha fatto pisciare dal ridere, tanto era irreale e reale al tempo stesso... Tu pensi che un uomo debba essere presentato da un altro in questo modo? Spero, e credo, proprio di no! Ad ogni modo vorrei farti notare che usi un linguaggio molto "psicologico". Ti suggerirei di starci attento: è molto invadente che uno sconosciuto faccia quello che sa cosa ti passa per la testa. La realtà che si tocca è molto più interessante di quella che passa per la testa delle persone, non trovi? Perchè non mi racconti, piuttosto, che rapporto hai tu con l'omosessualità, e perchè mi hai iniziato a scrivere le cose che hai scritto... Io ho 26 anni, tu quanti ne hai? P.S. Ad ogni modo sì, hai sbagliato su tutta la linea, fidati. ;-))
scritto da gsabelli il 20:58 commenti (8) permalink
Da un commento: "Perché mi sembrava che ne avessi voglia [di svelare la tua omosessualità]. Altrimenti saresti stato più attento a non spargere indizi dappertutto" Alessandro... omosessualità e eterosessualità sono condizioni di cui è possibile spargere "indizi"? Il blog, da pagina personale che è, inevitabilmente diventa come il suo autore. C'è bisogno di mettere titoli a caratteri cubitali? Vedi Alessandro, io non voglio dire a nessuno di essere omosessuale. Non mi interessa più. Lo sono e basta. Non ho alcun tipo di interesse a spargere indizi, esattamente come non ho alcun tipo di problema nel parlare "del mio compagno" Gabriele. In Olanda e negli Stati Uniti i gay si sposano. In Francia, Germania e Spagna quasi. Società mature... In Italia si parla ancora di "indizi di omosessualità"... I sindaci gay di Berlino e Parigi sono stati sulle prime pagine dei quotidiani per giorni, in Italia un sindaco dichiaratamente gay a Gela, Sicilia, compare nelle pagine di cronaca un giorno e basta. Dio santo, in SICILIA!!! E neanche a Palermo... a Gela! Forse le cose stanno cambiando anche in Italia, ma i media non lo riconoscono, e se i media non lo riconoscono, allora le cose non possono cambiare.
Perchè, Alessandro, non mi chiedi se sono musulmano? danese? contadino? Mi sembra che si possano leggere indizi anche di questo nel mio blog. Eppure Alessandro, per un maschio italiano, l'unico carattere interessante in grado di marcare un altro maschio sembra essere l'omosessualità. Sarà poi vero? Qualche giorno fa ho conosciuto una coppia di ragazzi di cui uno è tifoso sfegatato dell'Inter, nonchè è stato per qualche tempo un giocatore di calcio, prima di incorrere in qualche problema al ginocchio che l'ha costretto a ritirarsi. Questo ragazzo mi ha fatto notare quanto sia importante il calcio nella costruzione della maschilità italiana. Effettivamente è proprio così. Lui si sentiva, e si sente tuttora, reietto tra i reietti... Coi suoi amici gay non può parlare della sua passione, il calcio, perchè i gay non parlano di calcio. Coi suoi amici calciatori, invece, oltre a parlare di calcio, parla anche di uomini (scherzosamente), essendo stato accettato nella sua squadra come gay da subito. I gay naturalmente non sono gli unici a non parlare di calcio, per fortuna, però sta di fatto che almeno il 90% della popolazione gay italiana non gioca a calcio e non ne parla. Il calcio potrebbe essere un buon elemento discriminante tra maschi gay e maschi eterosessuali. Bisognerebbe fare una ricerca. Per un maschio in Italia il calcio potrebbe essere eletto a dispositivo di discrimine tra maschilità "dominanate" e maschilità "ribelle" (uso definizioni di un sociologo australiano che si occupa di maschilità). E anch'io effettivamente, nella mia vita, avverto un certo disagio quando mi trovo in un gruppo di maschi che parlano di calcio. Io mi sento diverso. Per il calcio. Per nient'altro che per il fatto che non posso comunicare con queste persone, miei con-generi; non posso mettermi in relazione con loro perchè non dispongo degli strumenti discorsivi necessari per poter parlare di calcio. Il non parlare di calcio, in un paese come l'Italia, mi rende diverso. Forse di più che la mia omosessualità. Si capisce?
scritto da gsabelli il 11:13 commenti (11) permalink
martedì, marzo 18, 2003
"Nelle prossime settimane sarà particolarmente importante per le Bilance di ogni genere reinventare e rinnovare il loro maschio interiore."
E ho detto tutto.
Dall 'oroscopo di Brezsny di questa settimana.
scritto da gsabelli il 11:53 commenti permalink
lunedì, marzo 17, 2003
Risposta a commento di anonimo.
La città di Iram è una città perfetta e leggendaria che si trova nel deserto arabico. E' anche detta Ubar "dalle alte colonne", o l'Atlantide del deserto. E' una città fantasma. E' possibile vederla solo per chi ha occhi puri, innocenti. E' la città dell'illuminazione, della luce, secondo la tradizione. Era un città ricchissima, si dice, perchè vi si raccoglieva ed esportava olibano di ottima qualità, un incenso pregiato che veniva pagato come oro. I suoi abitanti erano superbi, e rifiutarono il monoteismo portatogli da un profeta di nome Hud, originario di Ubar. Così Dio la distrusse. Proprio come fece con Sodoma e Gomorra. Realtà probabile è che fu distrutta da uno smottamento del terreno su cui sorgeva, in seguito all'inaridimento della falda acquifera (prosaica realtà...). Ubar-Iram è stat ritrovata, di recente, grazie a ricerche effettuate dal satellite. Le torri dell'attuale Shisur (nell'Oman), sono state costruite sulle "alte colonne" di Iram. La città di Iram è anche un libro di uno scrittore iraqeno emigrato più di 20 anni fa in Italia, Younis Tawfik. "Senza Limiti" è un blog legato a questo blog. Cosa significa "Senza limiti" dovrai chiederlo a "Senza Limiti" stesso, oibò. Non son certo qui per rubargli il lavoro... Il simbolino che tu hai preso dal titolo non vuol dire nulla. Ho scelto questo titolo per il blog dopo aver letto il libro di cui sopra. Mi piaceva l'idea di questo posto leggendario e mi è piaciuto il viaggio che ha compiuto la protagonista del libro per arrivarci. Cuntènt???
scritto da gsabelli il 20:13 commenti (5) permalink
sabato, marzo 15, 2003
Adios, me voy en el Chianti...
scritto da gsabelli il 09:15 commenti (3) permalink
venerdì, marzo 14, 2003
Picciotti Undressed - Prima Puntata - Tutto ebbe inizio .. nella sicilia più sicilia, che più sicilia non si può.. Gabriele Albertini ha deciso di trasferirsi a Gela. A Gela, rendiamoci conto. E Rosario Crocetta, l'unico sindaco gay d'Italia, è venuto a vivere a Milano.
- Nuovi piani, sindaco Albertini?
- Beh, naturalmente finire il passante collegandolo al nuovo nodo ferroviario Gela Centrale. Dateo - Gela Centrale, mi sembra un piano piuttosto ambizioso, naturalmente passando per Linate... Poi tutte queste buche sui marciapiedi... i sindaci servono anche a questo.
- E cosa ci dice di questo scambio di città con il neo-eletto Rosario Crocetta?
- Non ne potevo più di stare a Milano.. Non riuscivo ad essere me stesso. Avevo bisogno di un ambiente più ospitale, dove essere accettato per quello che sono. Come si dice giù da noi a Gela: un ambiente un po' più gay-friendly... Pensate, a Milano mi chiamavano l'Albertina. Da Albertini, no? Albertini, Albertina,...
- Si si, capisco. A Gela si respira un'aria di emancipazione.
- Esatto! Comunisti, omosessuali, la Nuova Sicilia di Forza Italia... eppure le basi americane...
- Ma che sta dicendo sindaco? Sta bene?
- Scusatemi, sono ancora tanto confuso, è l'effetto dell'outing, che è una parola siciliana che significa "dire in famigghia che te la fai coi picciotti", e mi sento come inebriato e pieno di energie. Ma lo sa che a Gela d'ora in poi ci saranno solo sindaci veramente gay? Real gay, si dice qui da noi a Gela. Poi verranno mandati su al Nord, come i magistrati novelli, che da Milano vengono spediti qui in Sicilia. E' che su c'è davvero bisogno di aria nuova, aria fresca... Libertà, libertà, libertà! Ecco perchè Rosario se n'è andato su al Nord.
- Sindaco, in che rapporti era con il sindaco Crocetta?
- Rosar... ehm, con il sindaco Crocetta? Mai visto prima... Era il cugino di una zia... No, giusto: è il cognato di mia sorella.
- Ecco, appunto...
- Cosa insinua? Si, cioè, è il marito di mio nipote, il maggiordomo di un amico intimo, è una fan di Madonna...
Albertini crolla
- Sindaco Albertini?
- Rosarioooo... lo finirò presto il passante. Finalmente ogni notte potremo stare insieme! § Fine della prima puntata §
scritto da gsabelli il 11:32 commenti permalink
giovedì, marzo 13, 2003
Islam e pene "... Fin dal momento della nascita, il maschio musulmano viene esortato per mezzo delle più svariate pratiche rituali a dedicare grande attenzione alla propria regione genitale. Il piccolo pene del neonato viene incessantemente ammirato, solleticato e accarezzato dalla madre e da sorelle, cugine e zie. L'adorazione del meraviglioso strumento è accompagnata da canti e cori in cui si glorifica la potenza sessuale del maschio e se ne elogiano il coraggio e il valore, la forza e la capacità di affrontare le vicissitudini della vita. Alla minima occasione la famiglia dà al maschietto con le parole e con gli atti la sensazione che la sua nascita sia stata una benedizione di Dio. Un giorno diventerà grande e forte, un eroe, un uomo stimato, ammirato e onorato da tutte le ragazze della citàà. La circoncisione, infine, mette in primo piano, agli occhi di tutti, la sua regione genitale: in suo onore si organizza una bella festa, lo addobbano come un principino e lo colmano di regali. Non appena supera i dieci anni d'età il padre gli proibisce di continuare a frequentare le donne di casa, per non prendere le loro cattive abitudini. E un giorno il ragazzino scopre che la lunghezza e la circonferenza del pene svolgono un importante ruolo in quanto strumenti di seduzione. Cresce in tal modo nel "culto" del fallo, chiamato ormai "mazza", "spada appuntita" o "chiave da vagina", ecc. In tutti i luoghi pubblici (eccezion fatta per la moschea) è tenuto a dimostrare la propria virilità, a guardare, parlare e camminare in modo da esibirla a tutti. Se mostra una condotta "femminil" viene subito escluso dalla fratellanza maschile. Se si rivela impotente imbocca la via crucis dell'eretico e diventa una vittima di una doppia proscrizione: il ridicolo dela sua menomazione e la colpa di essere incapace di procreare" da E. Heller e H. Mosbahi, Dietro il velo, Laterza citazione finale in corsivo tratta da M. Chebel, Le corps dans la tradition au Maghreb
scritto da gsabelli il 12:17 commenti (2) permalink
mercoledì, marzo 12, 2003
oggi ho voglia di zappare un orto. piantare le cipolle e i pomodori. fare i sentierini per l'acqua. innaffiarlo.
chi mi regala un orto?
scritto da gsabelli il 13:50 commenti (3) permalink
martedì, marzo 11, 2003
Da giorni non scrivo qualcosa. Ogni volta che aprivo il blog e vedevo Bornholm, rimanevo come incantato... Seguivo i trattori, le luci dei fari delle macchine, guardavo la nebbia, la foschia, il cielo (che si vede un po' pochino). Insomma, non so se vi capita mai di fermarvi di fronte alla lavatrice e guardare incantati cosa succede lì dentro. Forse è una cosa che capita solo a noi, individui tendenzialmente autistici. Comunque l'effetto era quello. Guardare Bornholm è come guardare un piccolo mondo che si evolve. Indipendentemente da me. Forse chi ha scritto il soggetto del film The Truman Show ha guardato prima Bornholm. Oppure una lavatrice...
scritto da gsabelli il 11:04 commenti permalink
sabato, marzo 08, 2003
Vorrei aprire una finestra su un mondo parallelo, l'isola di Bornholm (Danimarca)
Chissà che fanno le persone che abitano nella casetta sulla sinistra...
scritto da gsabelli il 11:47 commenti (8) permalink
venerdì, marzo 07, 2003
La signora in giallo ed io compiamo gli anni lo stesso giorno.
Sapevatelo su Rieducational Channel!
scritto da gsabelli il 09:19 commenti (2) permalink
giovedì, marzo 06, 2003
A te va sempre l'ultimo pensier prima del sonno e sempre nel mio primo pensier sei al risveglio. Che più ti posso offrire del sangue e della vita, per tua difesa, e amore qual pura acqua di nube? poeta ignoto della giahilìya, il periodo che precedette l'avvento dell'islam
scritto da gsabelli il 10:33 commenti permalink
per chi non sapesse chi è Popov...
scritto da gsabelli il 08:55 commenti (5) permalink
mercoledì, marzo 05, 2003
In attesa di Undressed, il mio teleromanzo preferito, l'unico di cui riesco a ricordare i nomi di tutti i personaggi e a pregustare alla fine di una puntata quello che succederà nella prossima, vi racconto che stasera sono andato al cinema a vedere "La finestra di fronte". Il film di Ozpetek, proprio quello. Il cast è all'incirca quello delle fate ignoranti. E poi c'è Lui, Raul, e lei, Giovanna. Lui è troppo Raul, e non c'ha decisamente il fisique du role dell'attore. Raul, te prego, fa' qualcos'altro, ma non l'attore... Vi immaginate un giovane russo che se ne va al cinema e si trova davanti agli occhi un film con Popov come protagonista... Mi suona strano. Piacevole, certo, ma strano... Vabbè basta, chè ora inizia Undressed. La serata si annuncia piccante!
scritto da gsabelli il 23:31 commenti permalink
scritto da gsabelli il 12:25 commenti permalink
Devo fare una confessione..
ho tolto un sito dall'elenco dei blogghetti.. L'ho fatto perchè lo trovavo un sito noioso, impaginato male, ai limiti della leggibilità, con contenuti un po' banali, triti, ritriti..
Non so se questo rientri nell'etica del blog.
vi saluto, vado a flagellarmi
scritto da gsabelli il 11:13 commenti (6) permalink
Sapevate che in Italia è illegale fare i ciarlatani?
Guardate qui!
scritto da gsabelli il 11:09 commenti permalink
welcome hair in the air!
scritto da gsabelli il 11:05 commenti (1) permalink
Firmare firmare firmare!
Il Presidente Bush sta spingendo per una seconda risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che autorizzi la guerra contro l'Iraq. Ma milioni di noi credono che una guerra all'Iraq sarebbe un errore -- specialmente quando pesanti ispezioni possono disarmare Saddam Hussein senza la perdita di una sola vita umana. E' assolutamente necessario che tutti firmiamo questo documento, che MoveOn - Democracy in Action, presenterà il 6 Marzo ai 15 membri del Consiglio di Sicurezza. Per firmare cliccate qui!
scritto da gsabelli il 10:58 commenti permalink
lunedì, marzo 03, 2003
Secondo Brezsny sarò sottoposto a dure critiche in questa settimana. Cazzo, sono già iniziate... C'è un qualche modo per evitare che gli oroscopi si avverino? Questa settimana l'ho iniziata stanco, come sarò venerdì? "L'anno scorso il quotidiano The Boston Globe ha dovuto pubblicare 901 errata corrige alle sue notizie. In pratica, ha ammesso di aver fatto circa 17,3 errori a settimana. Il Chicago Tribune ne ha totalizzati 658, cioè 12,7 a settimana. Ma anche se il tuo tasso di grezze sarà più alto del solito nei prossimi giorni, non sarà nemmeno lontanamente paragonabile a questi. Perciò non avrai nessuna scusa per rimproverarti o soccombere all'insurrezione travolgente del tuo senso di colpa, giusto? Anche al massimo delle tue gaffe, sarai sempre più perfetto di due dei più rispettati quotidiani degli Stati Uniti.
Ti consiglio, comunque, per ridurre al minimo la contraerea delle critiche più dure, di imitare l'atteggiamento del Globe e del Tribune. Potrai evitarne parecchie se avrai sempre sulla punta della lingua un "lo confesso" o un "mi dispiace"."
scritto da gsabelli il 20:27 commenti (3) permalink
senzalimiti non mi ti ammalerai mica?!?!?
scritto da gsabelli il 19:22 commenti (1) permalink
purtroppo l'Internazionale non è linkabile se non vi linkerei volentieri un articolo fantastico che ho letto oggi.
pazienza..
p.s. forse potreste comprarlo. l'articolo è a pagina 27 e si intitola "la storia non detta", firmato da Mark Levine. poi ditemi che ne pensate.
scritto da gsabelli il 19:21 commenti permalink |