lunedì, maggio 26, 2003
... per fortuna ci sono Lucrezia e Tommaso, che hanno dato alla luce Pepe e Mafalda.
Eppoi Ramona e Walter hanno ricolonizzato il nido e hanno fatto un uovo.
Per oggi è tutto.
scritto da gsabelli il 09:09 commenti (4) permalink
martedì, maggio 20, 2003
Ramona e Walter hanno aspettato che le 4 uova 4 si schiudessero, poi hanno sepolto i piccoli neonati con del materiale per fare il nido e hanno così commesso infanticidio quadruplo.
scritto da gsabelli il 12:24 commenti (5) permalink
Stamattina, come tutte le mattina, ho fatto la cacca. Dopo il caffè e prima di uscire di casa. Ogni tanto mi capita che, una volta tirata la catena, rimane qualcosa, là sul fondo. Stamattina è successo proprio questo. Ho ritirato lo sciacquone (ho quegli sciacquoni con la manovella, che se non chiudi la manovella rotante non chiudi neanche lo sciacquone - grande invenzione!), ma niente. Era sempre lì. Galleggiante. Allora ho riempito la tazza, anche se riempito può sembrare una parola grossa, con un po' di carta igienica. Ho tirato ancora lo sciacquone e l'acqua è tornata limpida, come sempre. Ora mi chiedo se esistono altri metodi per ottenere lo stesso risultato. Altri metodi che magari non mi fanno usare mezzo rotolo per cacata.
scritto da gsabelli il 10:17 commenti (8) permalink
lunedì, maggio 19, 2003
non c'è sempre bisogno di insegnare qualcosa a qualcuno, vero?
di sentirsi interrogati ogni volta che parli?
scritto da gsabelli il 19:37 commenti (10) permalink
mercoledì, maggio 14, 2003
Grazie a Tom, ho scoperto un test della personalità strafichissimo.
E così, se qualcuno volesse sapere come sono, ecco, ho fatto questo test per voi, il test dei colori. Questo il risultato, praticamente sono una suora missionaria. E tuttavia, pur essendo un test assolutamente deficiente, qualcosa c'azzecca, ma si dice sempre così....
The Caretaker (notare la foto: un perfetto padre...)
Your realistic perspective creates comfortable and secure environments for yourself and those around you. You listen to what others say and see their point of view. By questioning what people really need instead of accepting what they think they need, you help them learn.
Taking care of other people is your purpose and natural talent. However, when you're overprotective, you're not doing anyone any favors. Don't interfere with others' ability to discover their own needs. Constantly rescuing people denies them the opportunity to confront their own responsibilities. So step back and allow them to be themselves without your support. If they should fail, that's okay. Only then will they be able to distinguish what they ought to be doing.
Since you sympathize with the perspective of the people in your life, it can be difficult for you to be objective about yourself. Try to forget about your surroundings and focus on your own needs. This will enable others to give you better support and keep you from neglecting your own happiness.
If you like yellow more than green, you are more realistic about your own personal growth and career advancement than you are about your relationships.
If you like green more than yellow, you tend to be more realistic about your relationships and less directive about achieving your goals.
scritto da gsabelli il 20:50 commenti (1) permalink
per 5 minuti un uccellino mi è venuto a trovare in ufficio. poi è andato a guardarsi allo specchio e poi è uscito.
scritto da gsabelli il 11:08 commenti (3) permalink
martedì, maggio 13, 2003
gn - frx - ; hhh - vb - qwerty
scritto da gsabelli il 10:18 commenti (5) permalink
inaugurato embargo alla comunicazione verbale. causa sensazione di inadeguatezza. da ora fino a momento da definirsi solo comunicazione a-verbale.
scritto da gsabelli il 10:18 commenti (3) permalink
lunedì, maggio 12, 2003
e vualà, ho spedito l'indice della tesi alla profa. Speriamo in bene...
scritto da gsabelli il 11:28 commenti (3) permalink
sabato, maggio 10, 2003
Oggi inizierò il lungo trasloco che mi porterà a settembre a tornare nella casa delle origini un poco (anzi tanto) trasformata. Inizierò a ravanare nella mia camera che da quando non ci vivo più è rimasta pressochè intonsa. Sarà bello, sarà brutto, sarà divertente, sarà piangente? Come sarò io mentre tiro fuori le foto rimaste in fondo ai cassetti o i libri che ho letto a 14 anni quando ancora ero un po' romantico? Avrò voglia di buttare via tutto, probabilmente. Mi devo munire di un bel po' di sacconi neri. Un po' di libri magari li rivendo. Oppure metto una lista qua sul blog e chi ne vuole qualcuno glielo regalo. I quaderni del liceo non ho il coraggio di buttarli via. L'altra sera ho trovato un tema di quando avevo tredici anni. Beata innocenza. Forse questo blog mi aiuterà a esorcizzare un po' di scoperte e di rigurgiti di adolescenza.
scritto da gsabelli il 11:42 commenti (1) permalink
scritto da gsabelli il 11:33 commenti (2) permalink
venerdì, maggio 09, 2003
MacUbu mi ha fatto scoprire che la settimana in cui sono nato io in testa alle classifiche italiane c'era Margherita di Cocciante... ora capisco tante cose...
scritto da gsabelli il 13:23 commenti (3) permalink
Ieri mattina in ordine visite di:
1. senza limiti, fidanzato
2. cuggina, drammaturga-attrice improvvisata
3. amico di cuggina, cineasta
3. gris, insegnante-attrice
4. sandhya, insegnante-danzatrice
5. betta, operatrice di ripresa
Beh, che dire... sembrava di lavorare in un'associazione culturale...
scritto da gsabelli il 10:35 commenti (9) permalink
martedì, maggio 06, 2003
Ogni volta che arriva la bolletta di fastweb, nonostante la tre-giorni-di-calcoli che ha avuto luogo prima di prendere la fatidica decisione di dire addio alla telecom, ogni volta che fastweb entra nella mia casella postale, dicevo, apro la busta con un leggero tremito della mandibola, leggo la cifra, la bocca mi si apre, quasi involontariamente, avverto l'aumento della sudorazione, richiudo la busta e penso, non è possibile, è sicuramente meno di telecom, non può essere di più. Nutro una cieca fiducia nei miei calcolini pre-fastweb, nonostante la mia educazione umanistica a tutto tondo. Il secondo pensiero che mi assale è: devo prendere una seconda laurea in economia, penso a quanti esami di filosofia mi terranno buoni a economia, penso che forse dovrei darmi una mossa con 'sta tesi. Poi vado a pagare. Insomma, quando arriva fastweb è un tripudio di introspezione.
scritto da gsabelli il 10:32 commenti (60) permalink
lunedì, maggio 05, 2003
Vi segnalo:
Berlusconi che canta I'm just a Gigolo
Enrique Iglesias stonato
Israeliani che cantano Halleluja
Hitler che canta Born to be alive
Indiani (d'India e d'America) che cantano Jesus loves me
Saddam che canta Imagine
La famiglia Bergman, molto Addams
Un manipolo di dittatori che canta born free
... e poi il fondamentale duetto romantico tra Blair e Bush, che probabilmente molti di voi avranno già visto.
Tutto questo grazie a Mitì!
scritto da gsabelli il 10:49 commenti (7) permalink
sabato, maggio 03, 2003
Corrotti e servili.
Interessante articolo su Internazionale di questa settimana, ad opera di Daniel Pipes. “Quando si parla dei rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita, la Casa Bianca dovrebbe essere chiamata Tenda Bianca” Mohamed al Khilewi, diplomatico saudita rifugiatosi negli Stati Uniti. L’articolo sottolinea il servilismo della diplomazia e della politica estera statunitense nei confronti dell’Arabia Saudita. Scrivo qui di seguito alcuni eventi realmente accaduti che mi hanno colpito.
1. Novembre 1990. George Bush si reca in Arabia Saudita in visita ai 400.000 militari che gli USA vi avevano inviato per proteggerla da eventuali attacchi da parte dell’Irak. E’ il giorno del ringraziamento e il presidente Bush dichiara di voler recitare la preghiera all’apertura del pranzo: l’Arabia Saudita protesta che ciò avvenga sul proprio territorio, dal momento che riconosce una sola religione. Bush allora prende armi e bagagli e va su una nave americana al largo della costa saudita in acque internazionali.
2. Aprile 2002. Abdallah, il principe ereditario saudita, va a trovare George Bush in Texas. Esponenti del suo seguito contattano l’aereoporto di Waco, Texas, dove l’aereo sarebbe atterrato e dicono che non vogliono donne sulla rampa dell’aereo. Detto fatto. La democratica costituzione americana si piega al volere del principe misogino.
3. Donne. Dal 1991 le autorità americane impongono al personale femminile in Arabia Saudita di indossare l’abaya nero, abito tradizionale femminile saudita. L’Arabia Saudita diventa l’unico paese al mondo dove il personale militare americano è tenuto ad indossare abiti prescritti da una fede religiosa. Le donne che viaggiano su auto non possono guidarle e devono stare sedute sui sedili posteriori. Se sono lontane dalle base devono girare accompagnate da un uomo. La discriminazione contro le donne avviene anche nell’ambito delle aziende private. Le più grandi società americane, la ExxonMobil, la Chevron-Texaco, la Boeing, non assumono donne. Altre compagnie fanno lavorare le impiegate donne in una sezione separata da quella degli uomini.
4. Bambini. Almeno 92 bambini americani, figli di madre americana e di padre saudita, sono stati rapiti dal padre e portati in Arabia Saudita. Il Dipartimento di Stato americano non ha fatto nessun tentativo di intervenire per riportare i bambini dai loro familiari americani, ma ha accettato supinamente la legge saudita che conferisce il diritto al padre di disporre a suo piacimento dei figli (e della moglie).
5. Cristiani, ebrei. Natale 1990. A nessuno dei militari americani (400.000, ricordo) di stanza in Arabia Saudita fu permesso dalle autorità americane di celebrare il Natale. Gli ebrei non possono entrare in Arabia Saudita, e così l’ambasciata americana in Arabia Saudita e il governo saudita hanno firmato un protocollo che proibisce ai dipendenti americani di fede ebraica di essere distaccati in Arabia. Al dipartimento di stato di Washington, l’ufficio del personale diplomatico si premura di apporre delle “J” di Jew accanto ai nomi dei dipendenti di fede ebraica in modo che la commissione addetta alla selezione non li scelga per mandarli in Arabia. Così come accade per le donne, le società americane presenti sul territorio arabo non assumono personale di fede ebraica. La legge americana dice “le imprese statunitensi non possono rifarsi a usanze o preferenze e stereotipi in vigore in un paese per giustificare discriminazioni ai danni di un cittadino degli Stati Uniti”.
Altri esempi eclatanti del placido sorvolare americano sulle tante mancanze saudite nei suoi confronti: dalla crisi petrolifera del ’73, fino alla negligenza americana nel controllo dei finanziamenti sauditi alle istituzioni islamiche estremiste presenti sul territorio statunitense, alla chiusura di più di un occhio quando si tratta di diritti umani e democrazia. Persino Kissinger, di origini ebraiche, non protestò quando, a pranzo con il re saudita, quest’ultimo iniziò un’orazione anti-semita.
La spiegazione di Daniel Pipes fa risalire il comportamento delle autorità americane alla corruzione di gran parte del personale (diplomatici, alti ufficiali, ecc. ecc.) che ha avuto a che fare con il governo saudita, il quale ha l’abitudine di premiare con doni “sostanziosi” (leggete l’articolo!), i diplomatici americani più meritevoli. L’ambasciatore saudita negli Stati Uniti: “Se si sparge la voce che i sauditi continuano a occuparsi degli amici anche quando lasciano il loro incarico, non potete immaginare quanto diventino buoni amici quelli che stanno appena prendendo servizio”. La cosa più sorprendente è che i sauditi non hanno mai imposto alle donne americane di vestire l’abaya, la legge saudita vuole solo che gli occidentali vestano un abbigliamento sobrio, né è provenuta da Riad alcuna restrizione nei confronti del personale statunitense di fede ebraica. Tutta farina del sacco di Bush. Zio Sam… hai pisciato fuori dal vaso?
scritto da gsabelli il 23:36 commenti (4) permalink |