lunedì, giugno 28, 2004
Hai paura dell'uomo nero?
Eccolo lì, anche lui, l'uomo più misterioso e gettonato della milano_del_borgo, l'uomo che non si capisce mica cosa vuole dalla vita, l'uomo che probabilmente non lo sa neppure lui cosa vuole dalla vita, l'uomo che seduce ed abbandona, l'uomo dagli sguardi obliqui e taglienti,
ebbene si, proprio lui,
L'UOMO NERO

ha aperto un blog, la VOCE DEL PADRONE.
Un blog o-m-o-s-e-s-s-u-a-l-e per un'utenza o-m-o-s-e-s-s-u-a-l-e radicalmente di sinistra: questo il suo claim. Andatelo a trovare, e lasciategli migliaia di commenti. Ne sarà felice. Speriamo che potrà trarre da quest'avventura bloggosa il giovamento di cui la sua tormentata psiche necessita. In bocca al lupo uomo nero!
scritto da gsabelli il 12:15 commenti (15) permalink
mercoledì, giugno 23, 2004
24 aprile, ore 8.30
il mio oculista

24 aprile, ore 9.30
sotto i ferri

24 aprile, ore 9.35
Mikula: "non portatelo via!!!!"

24 aprile, ore 10.00
si vedono i primi risultati

24 aprile, ore 11.00
la convalescenza

scritto da gsabelli il 23:41 commenti (9) permalink
martedì, giugno 22, 2004
La concezione reticolare della società, così precisamente compresa dalla network analysis in antropologia e sociologia, è un'arma a doppio taglio.
Nel momento in cui tu, puntino sparso su una ragnatela, ti ritrovi a lavorare con persone che non lavorano, a organizzare la vita altrui meglio della tua, a parlare al telefono con chi si lamenta continuamente di essere sottoposto a ritmi terrificanti di lavoro e che quindi non ha tempo per tenere fede ad impegni pregressi presi con te, ecco, in questi momenti ti senti un puntino di cacca sulla ragnatela. Ti viene persino un po' voglia di mandare affanculo la network analysis che ti costringe ad essere collegato con tali persone, a tagliare i fili che ti tengono legati alla ragnatela e a volteggiare libero nell'aere dell'irresponsabilità. In fondo non siamo tutti un po' monadi?
Forse in certi contesti le monadi leibniziane descrivono meglio come ci si sente nel mondo.
scritto da gsabelli il 17:04 commenti (11) permalink
venerdì, giugno 18, 2004
E come ogni giovedì, l'appuntamento con l'oroscopo di Brezsny, immancabile, che recita:
Una coppia di Houston ha provato per dieci anni ad avere un figlio. Alla fine, con l’aiuto della fecondazione in vitro e di medicinali per la fertilità, Jeffrey e Sheryl McGowen ci sono riusciti in un modo inaspettato. Due ovuli sono stati impiantati in Sheryl e tutti e due si sono duplicati. Nove mesi dopo ha avuto due paia di gemelli identici. “Credo che Dio abbia il senso dell’umorismo”, ha detto Jeffrey. “Si era preso una vacanza, e quando è tornato ha risposto a tutte le mie preghiere in una volta sola”. Ricordati questa storia, Bilancia. Ti aiuterà a prepararti per quello che Dio farà per te quando torna dalle vacanze.
E come ogni giovedì mi rendo conto che da un po' di tempo a questa parte solo lo shiatsu e Brezsny sanno dire qualcosa di me che: 1. non gliel'abbia prima detto io 2. susciti in me qualche domanda sul senso di quello che sto facendo 3. mi colga sul vivo, batta là dove il dente duole, ecco.
E allora preghiamo insieme Dio di tornare presto dalle sue cazzo di vacanze. Come scriveva il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer in Resistenza e Resa, prima di essere ucciso dai nazisti: Dio c'è, ma se n'è andato.
Chi ingraviderò al Suo ritorno?
scritto da gsabelli il 01:03 commenti (4) permalink
mercoledì, giugno 16, 2004
Lo sapevate che...
esiste Hathor, la dea vacca?

e che...
oggi ho conosciuto Karl Soehnlein, nella sua versione adulta? E gli ho chiesto il biglietto da visita, così il mio amico marquant potrà fare bella figura su Tom.

e che...
gli arieti sono terribilmente permalosi?
SAPEVATELO.
scritto da gsabelli il 16:23 commenti (9) permalink
lunedì, giugno 14, 2004
grazie al sito onderadio il post dell'altro giorno non ha più senso. E allora io richiudo il blog. Cia'
scritto da gsabelli il 15:37 commenti (5) permalink
giovedì, giugno 10, 2004
Grazie al sito www.onderadio.com si può vedere finalmente la sconceria del pride, oltremodo occultata dai patrii mezzi di comunicazione.
A sostenere una richiesta impossibile da realizzare nella repubblica italiana, che, insieme alla Grecia, si erge a baluardo della moralità...

...sfilano orribili transessuali pelate, che sembrano venute da altri pianeti...

...pervertite che, nascondendosi dietro a un braccialetto, si fingono normali per ingannare i mass media....

...coppie di finti eterosessuali...

...bimbi traviati dalle mollezze dell'amore...

...i sadomasochisti!!!

... persino nazionalisti serbi omosessuali (notate il tipico saluto con le tre dita...). Scostumati pure loro... se ne stessero a casa propria!

...uomini nudi per ogni dove, in ogni angolo di milano...

... un'avanzata di bestie inferocite, provocanti e scostumate...

Ebbene, grazie al sito Onderadio... che finalmente ci ha mostrato la realtà di questa manifestazione che corrompe vieppiù i giovani delle nostrane famije.
Grazie di cuore.
scritto da gsabelli il 20:51 commenti (14) permalink
lunedì, giugno 07, 2004

Il filosofo inglese David Hume, incallito e radicale empirista, scriveva nel Seicento dell’inesistenza della nostra coscienza, in quanto determinata da un flusso di impressioni che non ci permettono di identificarla, istante dopo istante, con un’unica entità. Ecco, lui è stato un po’ radicale, epperò ha scatenato milioni di riflessioni. Personalmente sono legato a un’idea nominalista della coscienza: il fatto di poter dire “io”, e con questo indicare qualcosa con cui mi identifico in questo istante t, come in un istante remoto di 20 anni fa, mi fa pensare a una certa continuità della mia coscienza. Parlo di nominalismo perchè provo sempre più spesso la sensazione di essere diverso da me stesso in ogni istante t della mia vita. Forse Hume aveva fumato cose pesanti mentre scriveva, ma certo se cerchiamo di far vivere il suo empirismo nella nostra vita, potremmo sforzarci di essere sempre diversi da noi stessi, potremmo cercare di vivere “tipi” uguali di esperienze come fosse ogni volta la prima e l’ultima volta che le viviamo, cercando sorprese e meraviglia in ognuna di loro. Ecco, forse una teoria dei tipi à la Russell potrebbe correggere costruttivamente le idee di Hume, ma sicuramente qualcuno ci ha già pensato. E’ stato bello che per alcune persone sabato sia stata la prima volta, è stato bello che io fossi lì con loro. Anche per me è stata la prima volta, in un certo senso. Con loro, con altre persone più “navigate” e con un me che in questo anno è cambiato tantissimo, anche grazie a loro. Ed è ancora più diverso. Antropolgicamente diverso, direi…
scritto da gsabelli il 16:06 commenti (22) permalink |