giovedì, ottobre 21, 2004
Memorie a caso di questi tre giorni (così, perchè se un giorno avessi bisogno di ricordare...)
la spremuta d'arancio al Victor's Bar, perchè la scuola alle 8.30 è ancora chiusa. lo sguardo di ale che mi guarda dalla porta mentre faccio il pliè. la delicatezza della voce di montagna che mi appoggia un dito su una spalla e mi dice: giù questa spalla. l'affondo dell'esercizio della melis che mi procura crampo al quadricipite destro che mi dura fino ad oggi. la voce della melis che mi dice: prova a vedere dove ti porta questo movimento. le rispondo: ci provo. il rumore del mio respiro mentre faccio l'affondo. la voce della melis che dice, piano, si. lo sguardo della ragazza di bologna. l'odore di deodorante del ragazzetto di bari. i suoi pettorali depilati. lo stress, la velocità e gli scontri durante la sequenza della beltrami. io che rimango con le braccia alla seconda con lei dietro di me che vuole passare. lei che mi sposta bruscamente il braccio e passa. la tensione. i sorrisi di alcune delle ragazze. il sorriso del ragazzetto di bari. le sensazioni della notte appena passata. il rilassamento quando mettono la musica del mio pezzo. la perdita dell'equilibrio e il pensiero: è giusto così. la felicità una volta uscito dal colloquio. il video di i'd rather dance with you dei kings of convenience, visto tra una giornata e l'altra dell'audizione.
scritto da gsabelli il 21:28 commenti (5) permalink
M'han preso
E' inutile nasconderlo, ormai: sono stato ammesso alla scuola di teatro-danza della Paolo Grassi. Loro non volevano, i commissari, ma di fronte alle offerte in natura che gli ho fatto non hanno saputo dire di no. Hanno tentennato per i primi venti minuti di colloquio, ma quando dalla borsetta ho tirato fuori un melograno, hanno urlato, in coro, ma lei è Sabelli! E il verdetto è stato unanime: il giorno dopo sul computer della segretaria campeggiava, accanto al mio nome, un ammesso! col punto esclamativo. O quello ce lo devo aver messo io quando l'ho guardata negli occhi mentre me lo diceva.
Insomma finisce così il mio semestre bianco ed è ora che le Camere si sciolgano. Ecco, in realtà debbo confessare che le Camere si sono sciolte due giorni prima della fine del semestre bianco. Le Porte si sono aperte che ancora non me l'aspettavo. Il tempo solo dirà che ne sarà di questa strana storia.
Nel frattempo continuo le mie danze di qua e di là, classiche e contemporanee. La febbre ieri sera mi ha colto improvvisamente mentre ero nel letto, da solo. Ogni cambiamento produce sempre calore, si dice nelle lezioni di fisica. E che bel cambiamento. Forse due in uno. Chissà.
Insomma tra due settimane comincerò a studiare davvero. Ad alzarmi dal letto e ad avere di fronte a me una giornata di danza. Sarò il nonno del gruppo, a quanto pare. Sarò un sorriso.
scritto da gsabelli il 21:09 commenti (16) permalink
domenica, ottobre 10, 2004
Il Peso del Corpo
Una storia autobiografica, raccontata e danzata da Dixie FunLee Shulman, dal titolo The thinnest woman wins (Vince la più magra). Da giovane regina della majorette americane, a grassa reietta dell'Università della Georgia. "Mi sono detta che c'era qualcosa che non andava nel momento in cui ho realizzato che l'audizione per entrare nella squadra delle majorette dell'Università della Georgia consisteva solo nell'essere pesate".
Uno spettacolo pieno di immagini, di testimonianze, di documenti proiettati a video. Un lavoro pieno di sarcasmo e di danza. In scena c'è un corpo decisamente grasso che gioca coi propri limiti. La danza, che spesso è considerata come un superamento dei propri limiti fisici, torna a essere un gioco. Una negoziazione tra ciò che vuoi fare e ciò che vuoi essere.
La mia sensazione era che Dixie avesse a un certo punto della sua vita valicato il confine della normalità. Per il suo mondo, quello della danza, delle majorette, delle donne, il suo corpo non era più adatto a rappresentare, a significare qualcosa di accettabile. Non era più un corpo nella norma. Nella cultura popolare non è frequente vedere corpi grassi. Per la strada, invece, sì. La cultura popolare è colonizzata da silfidi e big jim. Lo spazio in cui ci muoviamo quotidianamente, invece, risulta essere tristemente normale. E' quindi un'operazione tanto importante quanto coraggiosa riconquistare la cultura popolare. La compagnia "Dixie Fun dance Theatre" ci prova e quando alla fine dello spettacolo Dixie esce completamente nuda in scena, dice: "E' importante che torniate a vedere dei corpi normali, non solo a casa vostra, ma anche a teatro". E ci parla della bellezza dei suoi peli pubici, che lei vorrebbe ancora più folti. Parla di quelle donne che si depilano completamente il pube, per la gioia dei loro uomini, che le vogliono magre, depilate e senza fianchi, proprio come dei bambini. "Non ho problemi con questo - dice - ma allora perchè poi tutti se la prendono tanto con Michael Jackson?".
La Compagnia di dance/theatre Dixie Fun Dance, è nata a New York (città dove, secondo una ricerca citata da Dixie, essere magra per una donna significa trasmettere all'uomo la capacità di avere tutto sotto controllo) nel 1999. E' importante per questa compagnia il diretto riferimento con la cultura popolare e la politica, che vnegono studiate ed espresse attraverso il corpo. "Il processo coreografico della compagnia comincia il biblioteca. Di conseguenza, il movimento non è mai fine a se stesso. Al contrario: ogni passo e ogni linea riflette direttamente le idee e l'immaginario specifico generato dalla ricerca".
scritto da gsabelli il 12:30 commenti (24) permalink
venerdì, ottobre 08, 2004

Addio Caprice
Eri una bici fedele. Ora sei sotto il culo di un altro. Tzk!
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martedì, ottobre 05, 2004
La scimia
ovvero: finalmente vedo uno spettacolo di Emma Dante.
Penso alle mie gambe come a due pistoni, mentre pedalo velocemente verso casa. Milano è ormai semi-addormentata e alle undici di sera non ha già più niente da offrire. Torno dallo spettacolo "La scimia", della Compagnia Sud Costa Occidentale, la regia è di Emma Dante.
4 esseri scimmieschi, due perpetue e due preti, sono i protagonisti di questa storia, liberamente ispirata a "Le due zittelle" di Tommaso Landolfi. Girano su un palco semi-vuoto, una chiesa, seguendo ritmi e riti in modo meccanico, parlando un latino pre-conciliare, ingoiando rosari. Le due perpetue slave sono custodi di una scimia, un cercopiteco più umano di loro, che si nasconde sotto l'altare e che si nutre, oltre che delle solite noccioline americane, di ostie consacrate.
La scimia viene colta sul fatto dai quattro e condannata. E' colpevole di aver mangiato le ostie e offeso Dio, è una peccatrice. Forse verrà uccisa, per questo.
La scimia è colpevole? E' soggetta a libero arbitrio? O non è piuttosto un essere che segue la strada indicatale dall'alto? Non è anche lei parte di un disegno più grande, di una Perfezione che noi non possiamo comprendere?
Il peccato esisterebbe se l'uomo non esistesse? Della serie: è nato prima il peccato o il peccatore?
Qui si scontrano correnti filosofiche diverse (nominalismi-costruzionismi vs. essenzialismi). E lasciamo perdere. Fatto sta che uno dei due preti, quello spinoziano panteista, decide di spretarsi. Il dogma gli va stretto, e pure il colletto.
La scenografia è semplice: 4 sedie, un tavolo-altare con ciborio, calice, ecc. ecc., un telo bianco come fondale, un grande crocefisso dondolante appeso al graticcio. A questo crocefisso si attaccherà la scimia al termine dello spettacolo.
Cristo è una scimia? Difficile rispondere di no.
Bravi gli attori (di cui uno recentemente visto in "Le conseguenze dell'amore", nel ruolo del giovane killer secco e occhialuto). Bravissime le attrici-perpetue. Grandiosa la scimia, di cui devo assolutamente imparare il passo.
La Compagnia Sud Costa Occidentale, nata nel 1999, ha vinto un premio Scenario (2001), e due premi Ubu, uno di seguito all'altro (2002 e 2003), come miglior compagnia emergente. Ora che è emersa spero non vinca pure il prossimo. Largo ad altri, più giovani e più emergenti.
scritto da gsabelli il 23:53 commenti (12) permalink
lunedì, ottobre 04, 2004
Sognando Udizioni
In attesa dell'audizione, il mio inconscio si sta sbizzarrendo in fantastiche ipotesi di come potrebbe andare la mia vita nel prossimo futuro. Mondi possibili si dispiegano nella fase REM.
Mondo possibile #1: Decido di partecipare all'audizione degli attori. Così, per vedere come funziona un'audizione. Allora mi reco alla scuola nel bel mezzo della notte. Citofono e mi apre una ragazza in camicia da notte. Le dico che desidero sostenere l'audizione degli attori e lei mi fa danzare. Alla fine io sono tutto contento perchè mi dico "cazzo, se è così facile". Allora lei mi chiede di recitare il monologo. Le rispondo che io son lì in incognito, che in realtà volevo solo provare com'era un'audizione e che non ho voglia di recitare il monologo, tanto poi a danza non me lo faranno recitare. Allora lei si incazza e mi obbliga a imparare a memoria un foglietto dattiloscritto.
Mondo possibile #2: Faccio l'audizione e va tutto bene (il mio inconscio è stato molto banale in questa versione)
Mondo possibile #3: La Compagnia Bertoni-Abbondanza mi telefona due giorni prima dell'audizione per chiedermi di entrare in compagnia. Imbarazzo.
scritto da gsabelli il 19:46 commenti (9) permalink |